Da blog personale ad ampia piattaforma

AppElmo lavora per guidare l’utente, ignaro di tutto ma soprattutto di quanto accade nel proprio smartphone: rubriche sul gaming mobile, classifiche, canali Telegram, guide, editoriali, esclusive, stickers Telegram, retrospettive, anticipazioni e soprattutto Telegram (lo avevo già detto?); tutti i vizi e virtù delle applicazioni e dei suoi sviluppatori, una guida pratica per sopravvivere nell’ambiguo mondo di Google Play.

Chi è AppElmo, quando è nato e cosa sta alla base di questo progetto.

È un progetto nato nel 2013 come blog personale, successivamente evolutosi in una piattaforma più ampia e indipendente: con la fondazione del sito nella forma oggi a tutti accessibile e visibile, AppElmo si è slegato dai sentimenti e dalle impressioni del suo fondatore, nonostante segua una determinata linea editoriale che ne influenza comunque la selezione delle pubblicazioni ed il
conseguente stile di scrittura – d’altronde, l’imprinting parte già dal nome, nato tra il serio ed il faceto. Alla base di AppElmo comunque risiede la prevalente indifferenza nei
confronti del settore hardware del mondo Android: riteniamo infatti che siano fin troppi i portali dediti alla condivisione di rumor, notizie ed anticipazioni su smartphone ed altri
prodotti, tralasciando colpevolmente l’aspetto software – ossia il sistema operativo, le sue applicazioni e funzionalità – che, alla fine, è ciò con cui l’utente deve forzatamente relazionarsi ogni giorno. È il sistema operativo che rende uno smartphone piacevole da utilizzare, e non viceversa.

 

Cosa offre agli utenti e perché dovrebbero usufruire del vostro sito web invece di utilizzare quelli conosciutissimi?

AppElmo si propone come fonte complementare di notizie, e non alternativa, ai principali siti di informazione tecnologica: qualunque lettore potrà continuare a seguire il proprio media preferito ed al contempo trovare tra le nostre pagine approfondimenti, articoli, comparazioni tra prodotti che non sarebbero disponibili altrove. Tutto ciò ci è possibile grazie all’opera di esplorazione costante di fonti alternative, social network specifici e passaparola con alcuni lettori-informatori che non mancano di inviarci news ed anteprime grazie al rapporto di fiducia che si è venuto a creare tra il team e l’utenza: i nostri lettori, attraverso i vari canali di comunicazione di cui disponiamo (Telegram, Facebook, Hangouts…), possono infatti mettersi in contatto direttamente con noi in qualsiasi momento. Come poi si sarà notato da queste righe, proponiamo uno stile di scrittura più ricercato ed esauriente: gli articoli da 140 caratteri possono andare bene nei
social network, non in un sito d’informazione!

 

Quali sono i vostri obiettivi futuri?

Questa sì che è una buona domanda! Probabilmente dobbiamo distinguere i progetti a breve termine dalle aspirazioni… Nel primo caso, dopo essere riusciti a conquistarci un segmento di pubblico trasversale – e, speriamo vivamente, affezionato! – puntiamo nei prossimi mesi a lanciare il nostro canale YouTube, perlomeno entro Natale, per metterci in contatto con una fetta d’utenza ancora più ampia con contenuti che sapranno distinguersi dalla media (l’entrata nel team di una valente grafica segue appunto questa strategia). Per quanto riguarda le nostre aspirazioni… beh, siamo certi che sentirete parlare ancora di noi.

 

Cosa vi spinge ad andare avanti? Molte persone creano giornalmente siti web, ma solamente il 50% di questi rimangono attivi: come spiegate questa corsa alla creazione che va poi a perdersi?

Sicuramente si tratta di un insieme di fattori: da una parte c’è la grande accessibilità degli strumenti – sono sufficienti uno smartphone, un PC ed una connessione Internet per mettersi in contatto con l’intero globo – che provoca una sovrabbondanza dell’offerta. Gli esempi poi si sprecano, in quanto i media non mancano di esaltare giovani che grazie ad un’idea (Mark Zuckerberg o Steve Jobs, soprattutto così com’è ritratto nelle periodiche agiografie cinematografiche) o persino ad una sola telecamera ed ai servizi offerti da YouTube – oltre che ad una scarsa considerazione di sè stessi ed della propria immagine, va detto – hanno raggiunto l’apice del successo. Spesso poi ad aprire siti e blog sono adolescenti che cercano un impegno che occupi i propri pomeriggi, ma pochi
proseguono proprio per via del carico di lavoro che la gestione di una piattaforma richiede. È la vecchia storia del darwinismo sociale: il debole lo abbatte, il forte che lo inghiotte.

 

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e naturalmente il loro sito webhttp://www.appelmo.com



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